CHI SONO

Antonella e Poppy

Ogni casa ha già qualcosa da raccontare.

Ogni volta che ne apro la porta, so che troverò una storia diversa dalla precedente.
Entro in ogni casa con il desiderio di ascoltarla.
Cerco di capire cosa racconta, cosa custodisce e cosa desidera diventare.

Per me progettare significa prima di tutto ascoltare: le persone, le loro abitudini, i loro ricordi e il modo in cui immaginano la vita tra quelle pareti.

Credo nelle case autentiche.

Quelle che custodiscono un mobile dal valore affettivo.
Quelle dove un oggetto tramandato convive con un arredo contemporaneo.
Quelle in cui un dettaglio inaspettato rende tutto più vero.
Mi emoziona quando una casa riesce a raccontare chi la vive, senza bisogno di spiegazioni.

Accompagno le persone a riconoscersi nella propria casa.

Ogni progetto nasce dall’equilibrio tra ciò che esiste già e ciò che può ancora diventare.
Scelgo materiali destinati a durare, collaboro con artigiani che condividono il mio modo di vedere il lavoro e cerco soluzioni rispettose dell’ambiente, perché progettare significa anche prendersi cura di ciò che lasceremo domani.

E poi c’è Casa Poppy.

Il suo nome nasce da Poppy, il gatto che ha cambiato il mio modo di guardare il mondo.
Quando è arrivato nella mia vita svolgevo un altro lavoro.
Con la sua eleganza silenziosa mi ha insegnato a osservare, ad avere pazienza e ad ascoltare quella parte di me che chiedeva di trasformare una passione in una professione.
Oggi continua ad accompagnarmi nel nome del mio studio e nel modo in cui progetto ogni casa.

Con discrezione.
Con rispetto.
Con equilibrio.

Per me una casa ben progettata è quella in cui, ogni volta che rientri, senti di essere esattamente dove vuoi essere.